|
Veniamo al mondo attraverso i nostri genitori ed attraverso loro ci arriva qualcosa di più grande:
la vita stessa. Siamo l'ultimo anello di questa catena che da generazioni si tramanda, possiamo solo
prenderla esattamente così come ci arriva senza pretese né giudizi, né aspettative.
Questo è il nostro destino ma in esso sta anche la nostra forza. Non viviamo solo come singoli individui ma siamo parte di un sistema familiare allargato che ha una sua memoria ed un suo equilibrio, al quale appartengono non solo i familiari ma anche persone che sono legate alla famiglia per scelta o per destino (ad esempio ex fidanzati dei genitori, compagni di un destino tragico come eventi di guerra, incidenti, vittime ed aggressori ... ). All'interno di questo sistema familiare ognuno ha il diritto di appartenere, ognuno ha il suo posto e tutti i membri sono al servizio di una coscienza collettiva che ci spinge a sacrificarci per chi è venuto prima di noi, che ci spinge a ripristinare un equilibrio nel sistema nel momento in cui questo viene a mancare. Ad ogni disarmonia seguirebbe quindi una reazione per riportare l'armonia. Senza che ci rendiamo conto i nostri destini sono profondamente connessi gli uni agli altri ed inconsciamente riprendiamo le sorti di un altro membro del sistema familiare che può essere anche scomparso da tempo, è come se fossimo imprigionati nel suo destino. Viviamo la vita di una persona che è stata esclusa, ci prendiamo la colpa al posto di qualcun altro per compensare a qualche ingiustizia che è stata fatta o vogliamo seguire qualcuno nella morte. Per chi ci stiamo sacrificando? Con chi siamo connessi? Per amore verso chi lo stiamo facendo? Dietro ogni comportamento c'è comunque l'amore verso il proprio sistema familiare che agisce. Per esempio se qualcuno viene escluso dalla famiglia o non onorato (aborti, prigione, morti precoci, ospedale psichiatrico ... ), qualcun altro si comporterà come se anche lui fosse stato escluso e lo farà per ricordare questa persona a cui è stato negato il diritto di appartenenza. Con la messa in scena delle Costellazioni Familiari portiamo alla luce queste dinamiche nascoste, ci rendiamo conto di quanto amore inconsapevole ci lega gli uni agli altri, riprendiamo il nostro posto nella vita e ridiamo ad ognuno quello che gli spetta. La stessa forza che ci teneva prigionieri diventa allora una forza guaritrice, una benedizione che ci consente di spiccare il volo sostenuti dalle nostre radici. Vivendo pienamente la nostra vita e prendendoci la nostra responsabilità, siamo connessi alla Creazione, al Tutto, all'Amore che permea ogni cosa e siamo quest'Amore ... Siamo la VITA stessa che fluisce in noi ed attraverso noi. Tutto è compiuto, il cerchio si chiude. |
| Dott.ssa Ylenia Harrison |
|
BIBLIOGRAFIA: "Senza radici non si vola" B.Ulsamer Novembre 2000, ed. Crisalide "Riconoscere ciò che è" B. Hellinger e G. ten Hoevel Febbraio 2001, ed. Urra-Apogeo "I due volti dell'amore" B. Hellinger Maggio 2002, ed. Crisalide "Gli Ordini dell'Amore" B. Hellinger Dicembre 2003, ed. Urra-Apogeo |
|
Ha seguito la formazione in Costellazioni Familiari presso l'ABHI (Ass. Bert Hellinger Italiana)
lavorando con diversi terapeuti ed Hellinger stesso. Ha svolto il tirocinio in psicoterapia
transpersonale lavorando con le Costellazioni Familiari all'interno del CSM A.I.I. di Gorizia.
E' operatrice di Integrazione Neurostrutturale e Facilitatrice del Sistema One Brain.
Nel corso degli anni ha svolto vari tipi di lavoro energetico tra cui le cerimonie degli
Indiani d'America, il Reiki, Chiron Healing ed il percorso di guarigione con Ron Young.
|